La piazza è un ring
Trenta giorni di stato d’emergenza a Port Said, Ismailia e Suez necessari, sostiene il presidente egiziano Morsi, per “fermare lo spargimento di sangue”: negli ultimi cinque giorni ci sono stati più di 50 morti negli scontri scoppiati dopo la condanna a morte di 21 imputati per la strage allo stadio di Port Said dello scorso anno, e ieri ci sono stati altri disordini. “Sono sempre stato contrario a misure di questo tipo, ma devo agire”, ha detto Morsi domenica sera, chiedendo all’opposizione di aprire un dialogo per riportare la calma.
22 AGO 20

Trenta giorni di stato d’emergenza a Port Said, Ismailia e Suez necessari, sostiene il presidente egiziano Morsi, per “fermare lo spargimento di sangue”: negli ultimi cinque giorni ci sono stati più di 50 morti negli scontri scoppiati dopo la condanna a morte di 21 imputati per la strage allo stadio di Port Said dello scorso anno, e ieri ci sono stati altri disordini. “Sono sempre stato contrario a misure di questo tipo, ma devo agire”, ha detto Morsi domenica sera, chiedendo all’opposizione di aprire un dialogo per riportare la calma. Mohammed ElBaradei, uno dei leader dell’opposizione nonché Nobel per la Pace, ha respinto l’invito, annunciando una protesta di massa di tutte le opposizioni – l’ennesima – per venerdì. “Abbasso Morsi, abbasso il regime che ci tortura e uccide”, urla la piazza all’indirizzo di Heliopolis, il quartiere del Cairo dov’è asserragliato il capo dello stato che rispolvera pratiche care al suo predecessore Mubarak (lo stato d’emergenza proclamato nel 1981 è durato trent’anni). La piazza rivoluzionaria che due anni fa sancì la fine del regime ora è diventata un ring: botte e colpi, giovani contro poliziotti, non si costruisce più nulla. Anzi, la piazza è diventata un sostituto di quella democrazia che, giustamente, viene invocata da liberali e laici contro lo strapotere della Fratellanza musulmana. L’opposizione preferisce i raduni di massa alle urne: a dicembre, quando si trattava di decidere se promuovere o bocciare la Costituzione voluta da Morsi, ha votato soltanto il 32,9 per cento degli aventi diritto. Ma con il boicottaggio della politica non si rafforza la piazza: lì ci si picchia, e nel Palazzo il presidente si gode vittorie schiaccianti.